Ferro e fluoro: i minerali della salute del bambino

Benessere

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La nutrizione è sempre importante, in particolare durante l’infanzia. L’organismo in crescita richiede, infatti, un adeguato apporto di nutrienti. Non solo vitamine, proteine, fibre ma anche alcuni minerali come il ferro e il fluoro, come indicato dalle società scientifiche di Pediatria. Una dieta intelligente e bilanciata resta un passaggio fondamentale ma, in alcune circostanze, nei bambini può essere utile ricorrere a una integrazione alimentare. Rifacciamo il punto: perché dobbiamo riservare un occhio di riguardo al ferro e al fluoro?

A cosa serve il ferro e dove si trova nell’organismo?

Il ferro è ripartito in compartimenti funzionali. La quota maggiore (70%) si trova nell’emoglobina, presente nei globuli rossi del sangue per il trasporto di ossigeno: ogni molecola di emoglobina contiene 4 atomi di ferro. Oppure nella mioglobina, proteina essenziale per il trasporto di ossigeno ai muscoli, e in alcuni sistemi enzimatici, fondamentali per il metabolismo energetico. Insomma, senza il ferro non riusciremmo a portare l’ossigeno ai vari tessuti del corpo e le cellule non potrebbero svolgere il loro lavoro. Un’altra quota si trova in vari distretti dell’organismo sotto forma di depositi, riserve di ferro per ogni evenienza. Il corpo si è tutelato: la carenza va evitata a tutti i costi, in quanto essenziale per la vita, dunque meglio avere sempre un po’ di ferro a disposizione. E con l’accrescimento corporeo aumenta la richiesta di ferro.

Le manifestazioni della carenza di ferro

In età pediatrica la carenza di ferro può manifestarsi sotto forma di un’anemia, detta anemia sideropenica. In sostanza, si osserva una riduzione della produzione dei globuli rossi e la conseguente ridotta ossigenazione dei tessuti. I sintomi sono multiformi. In primo luogo, irritabilità, stanchezza, perdita dell’appetito, scarso accrescimento ponderale, oppure lesioni cutanee e delle mucose della bocca, fragilità delle unghie e dei capelli. Se non riconosciuta l’anemia sideropenica può portare a manifestazioni più preoccupanti come pallore, frequenti mal di testa, tachicardia, difficoltà respiratorie e facili affaticamenti quando si svolge attività fisica. Da tenere presente che il ferro è indispensabile anche per lo sviluppo del sistema nervoso, già a partire dal periodo prenatale; molti studi associano le carenze severe e persistenti ad alterazioni dello sviluppo cognitivo, motorio e comportamentale.

La terapia e la prevenzione

L’anemia da carenza di ferro si svela solitamente attraverso specifici esami del sangue, peraltro di facile esecuzione. In questi casi la terapia si basa sulla correzione della causa, che può essere dovuta anche a un deficit di assorbimento, e sulla somministrazione di ferro al fine di normalizzare i valori di emoglobina e ripristinare le riserve di ferro (i depositi). Tuttavia, è sempre meglio prevenire che curare. Per questo motivo, per tutti i bambini, i pediatri raccomandano l’adozione di una corretta alimentazione che preveda l’assunzione di cibi ricchi di ferro, come carne e pesce, verdure a foglia verde, frutta secca, legumi. A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro. A questo proposito, qualora si consideri un’integrazione, l’ideale sarebbe ricorrere a prodotti che forniscono la molecola nella forma bisglicinata (ferro bisglicinato), ottenuto attraverso una particolare tecnica farmaceutica che massimizza l’assorbimento evitando eventuali effetti gastroenterici (senso di pesantezza, diarrea, ecc.).

Denti più sani grazie al fluoro

Il fluoro, invece, è fondamentale per la prevenzione della carie, una vera e propria malattia cronica che colpisce i bambini fin dai 2 anni di età. Bisogna pensarci subito. Il fluoro trasforma i cristalli che costituiscono i denti in una sostanza più resistente, la fluoroapatite: i denti quindi non vengono danneggiati dagli acidi prodotti dai batteri presenti nella bocca. Inoltre, contribuisce alla rimineralizzazione continua dei denti e ha un’azione antibatterica.

Come eseguire la fluoroprofilassi

Secondo la Società Italiana di Pediatria e il Ministero della Salute il primo incontro tra i bambini e il dentista dovrebbe avvenire almeno attorno ai due anni d’età. Purtroppo, in molti casi, il bambino arriva dal dentista in età più tarda, magari in seguito a sintomi dolorosi generati dalla carie o dalla scoperta di una lesione cariosa da parte dei genitori.

Tra le modalità di prevenzione indicate dagli specialisti vi è l’utilizzo di integratori dopo valutazione dell’assunzione di fluoro da altre fonti. Le dosi consigliate sono: 0,25 mg/die di fluoro in gocce da 6 mesi ai 3 anni, 50 mg/die di fluoro da 3 a 6 anni e 1 mg/die di fluoro da 6 a 12 anni.


Bibliografia

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Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva. Aggiornamento 2013 Ministero della Salute

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